Formaggi di Montagna: La Tradizione degli autentici sapori delle alte quote

Condividi su:

formaggi
Posted in: Formaggi italiani

Le montagne italiane sono custodi di sapori antichi e genuini, frutto di un connubio perfetto tra l'ambiente incontaminato, la passione degli allevatori e la sapienza artigianale che si tramanda di generazione in generazione. Tra queste eccellenze gastronomiche, i formaggi di montagna occupano un posto di rilievo, espressione unica del territorio e delle sue specificità. In questa guida approfondita, esamineremo tre formaggi particolarmente rinomati: il Casera DOP, il Bitto DOP, il Bettelmatt ed il Castelmagno DOP.

Casera DOP

Il Casera DOP, prodotto con cura e passione, è il risultato della lavorazione del latte crudo proveniente da razze locali di mucche, che vagano liberamente nei verdi pascoli delle vallate alpine. La Denominazione di Origine Protetta (DOP) garantisce che ogni passo della produzione del Casera sia guidato da rigorose norme e antiche tecniche, mantenendo intatta la sua qualità e autenticità.

Il Casera DOP è amato per la sua consistenza cremosa e il suo sapore delicato, che si sposa perfettamente con note dolci e leggermente erbacee. La sua crosta naturale al marrone dorato, racchiude una pasta interna di colore giallo paglierino.

Questo formaggio a pasta semicotta, di media stagionatura, presenta al suo interno una pasta compatta punteggiata da occhiature irregolari, mentre il profumo intenso e persistente evoca sensazioni di erba fresca, fieno e frutta secca. Il sapore deciso, sapido conquista i palati più raffinati e gli amanti della buona tavola.

Bitto DOP: Il Tesoro della Valtellina

Il Bitto DOP è un esemplare maestoso tra i formaggi delle alte quote, prodotto unicamente nei mesi estivi negli alpeggi della provincia di Sondrio e in alcuni comuni limitrofi dell'Alta Valle Brembana e della provincia di Lecco. La produzione di questo formaggio si concentra esclusivamente tra l'1 giugno e il 30 settembre, quando gli animali pascolano liberamente e il latte prodotto si trasforma in questo formaggio unico grazie alla flora alpina dell'area di produzione.

Caratterizzato da una pasta semidura a colore giallo dorato, il Bitto si distingue per una leggera occhiatura detta "ad occhio di pernice". La sua crosta è sottile e compatta, e il sapore, che racchiude i profumi dell'alpeggio, diventa progressivamente più intenso e ricco con la maturazione. Questa può estendersi sino a dieci anni, rendendo il Bitto una vera prelibatezza per gli amanti dei formaggi da meditazione. Tradizionalmente, il Bitto viene prodotto miscelando latte vaccino intero con una piccola percentuale di latte caprino (fino al 10%), un elemento che contribuisce alla complessità del suo gusto.

Il Bitto è tradizionalmente un formaggio stagionato, in grado di resistere fino a dieci anni. Viene prodotto esclusivamente nei pascoli alpini e riflette una stretta connessione con l'ambiente montano. L'alimentazione naturale dei bovini, basata sull'erba dei pascoli alpini, conferisce al Bitto caratteristiche organolettiche distintive. Queste includono un sapore intenso, arricchito da lievi tracce animali, erba e sottili sfumature di formaggio di capra. Il Bitto si abbina perfettamente con vini rossi corposi e invecchiati, miele di castagno e marmellata di mirtilli, nonché con pane di segale, "pizzoccheri" e "sciatt" tipici della Valtellina

La produzione del Bitto comporta varie fasi, dalla mungitura al riscaldamento del latte, aggiunta di caglio, rottura e cottura della cagliata, fino all'agitazione e alla sosta sotto siero. Questo processo riflette la maestria e l'artigianalità che contraddistinguono la produzione del Bitto DOP, un formaggio che si presenta in forme cilindriche dal peso variabile tra 8 a 25 kg. La sua stagionatura, che parte da un minimo di 70 giorni, può essere estesa per sfruttare appieno la ricchezza dei sapori che il tempo è capace di conferire.

Il Bitto DOP è un simbolo di eccellenza nella tradizione casearia italiana, un ponte tra passato e presente che continua a deliziare i palati con la sua storia, il suo sapore e la sua qualità inconfondibile.

Bettelmatt: Un Gioiello di Sapore dalle Alpi Piemontesi

Il Bettelmatt è un formaggio di rara bellezza e gusto, annidato nelle tradizioni secolari delle valli piemontesi Antigorio e Formazza. Questo "formaggio degli Dei", come è stato poeticamente definito, trova le sue radici già nel XIII secolo, legato indissolubilmente alla cultura Walser e alla pratica dell'alpeggio ad alta quota, tra i 1800 e i 2400 metri.

Prodotto esclusivamente durante il cuore dell'estate, il Bettelmatt è il risultato di un latte vaccino intero e crudo, proveniente da una sola mungitura giornaliera. La sua lavorazione a crudo conserva tutti i profumi e gli aromi del latte di vacche brune nutrite nei rigogliosi pascoli alpini, rendendo ogni boccone un'esperienza sensoriale intensa e indimenticabile.

La lavorazione del Bettelmatt è un'arte che richiede precisione e dedizione: dal riscaldamento del latte alla temperatura di mungitura, all'uso esclusivo di caglio di vitello per la coagulazione, fino alla semicottura della cagliata a 45-48°C. Dopo la fase di pressatura, la salatura può essere effettuata a secco o in salamoia, a testimonianza delle pratiche tradizionali conservate nel tempo.

La stagionatura, che avviene in cantine o ambienti con condizioni geologiche naturali, dura un minimo di 60 giorni, ma può estendersi per far emergere un sapore ancora più ricco e profondo. La texture elastica e morbida del formaggio, unita a un sapore che varia dall'aromatico all'intenso con la maturazione, lo rende ideale sia come degustazione pura sia come ingrediente in ricette tradizionali piemontesi.

Castelmagno DOP: Un viaggio nei sapori della tradizione Piemontese

Il Castelmagno DOP è un formaggio che affonda le sue radici nella storia medievale del Piemonte, precisamente nella regione montagnosa di Cuneo. Conosciuto fin dal 1200, il Castelmagno era utilizzato come merce di scambio e per il pagamento di canoni d'affitto, rivestendo un ruolo cruciale per la sopravvivenza delle popolazioni montane durante gli inverni rigidi.

Questo formaggio semi-duro è ottenuto da latte crudo vaccino, eventualmente arricchito con latte di pecora e capra, e si distingue per la sua pasta friabile nelle forme giovani, divenendo compatta e arricchita da venature blu-verdi con la maturazione. Questa "erborinatura" è frutto dello sviluppo naturale di muffe speciali durante la stagionatura, conferendo al Castelmagno un sapore unico che varia da delicato a piccante.

La lavorazione tradizionale prevede la rottura della cagliata riscaldata fino a 45°C, seguita dalla pressatura in forme cilindriche e una stagionatura minima di 60 giorni. Tuttavia, il Castelmagno raggiunge la piena espressione del suo sapore con stagionature più lunghe, che possono durare anche diversi mesi.

Il Castelmagno DOP è un formaggio versatile, eccellente da gustare da solo o in abbinamento con miele e vini rossi corposi come Barolo o Nebbiolo. In cucina, si presta magnificamente a risotti, gnocchi, fondute e può arricchire con il suo aroma intenso piatti a base di carne o verdure.

La conservazione richiede un ambiente fresco e umido, ideale per mantenere intatte le sue caratteristiche organolettiche. Il Castelmagno DOP non è solo un formaggio, ma un emblema della cultura e della tradizione piemontese, un gioiello che racconta la storia e il legame profondo tra uomo e montagna.

Caricamento...

I consigli dei nostri esperti

Tutti i prodotti dell'articolo

Condividi su:

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...